Carte inerenti all'affitto del mulino di Miagliano, proprio del Comune di Andorno Cacciorna, a favore di Alessandro Craveia, Antonio Comerro e Giorgio Germanetti
Tipologia Documento
Data cronica
- 5 maggio 1852 - 11 ottobre 1852
Numerazione definitiva
- Prefisso
- Igor
Contenuto
- I documenti riguardano gli avvisi d'incanto (con i verbali di pubblicazione dei medesimi nei comuni viciniori), le aste e il loro infruttuoso svolgimento fino all'assegnazione a favore dei tre soci tollegnesi. Oltre all'edificio del mulino e delle annesse piste da canapa e da riso, la locazione comprendeva anche il terreno a pascolo adiacente indicato come Servetto (in territorio di Andorno Cacciorna, in cui erano presenti numerosi maceratoi per la canapa). Il precedente locatore era Antonio Pezzia (vicesindaco di Andorno Cacciorna), dal 1846 (per millequattrocento lire annue). All'affittuario, cui gli immobili sarebbero rimasti per sei anni (dall'11 novembre 1852 al 10 novembre 1858), spettava l'onere della manutenzione (chiusa e roggia, anche in caso di inondazione o di piena del torrente Cervo, ma anche delle sponde del ponte sul torrente Cervo). Cui si aggiungeva una "appendice" di lire 226,50 a favore della Parrocchia di San Lorenzo di Andorno. Altra "appendice": un'indicizzazione del 2% annuo sul canone d'affitto.
Il capitolato di locazione era composto da dodici articoli. In essi era prevista anche la percentuale che il mugnaio poteva pretendere per la macinazione (sei ettogrammi ogni dieci chilogrammi di farina e un chilogrammo ogni venticinque per la canapa pestata). Quanto alla macerazione della canapa, i proprietari dei gorghi potevano stendere la canapa sul prato ad asciugare senza che il mugnaio potesse pretende alcunchè. Il procedimento fu avviato il 5 maggio 1852 e fu chiuso l'11 ottobre 1852. Antonio Pezzia offrì inizialmente settecento lire cui seguirono vari rialzi fino a quello definitivo di Alessandro Craveia che portò l'offerta a 974. Offerta vincente. Tra i consiglieri di Andorno Cacciorna, insieme al sindaco medico Giuseppe Rappis, c'erano il medico Carlo Cerruti, il misuratore Giuseppe Tomati e lo speziale Pietro Rappis.
La copia degli atti fu levata dal segretario Giovanni Battista Corte il 20 settembre 1853.